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Quanti mariti quante mogli


Premetto che ciò che leggerai è frutto di un misto esperienziale tra l’essere moglie, madre e figlia. Sono spunti in cui puoi confrontarti e riflettere, forse anche consolarti che ciò che stai vivendo è qualcosa che riguarda tutti, non solo te.

Quante mogli si sentono sole?
Quanti mariti si sentono soli?
Credo che un buon 80% alzerebbe la mano a questa domanda.
Una simile condizione viene affrontata con amarezza nella coppia, si diventa scontrosi e si creano barriere invisibili che fanno vivere con l’amaro in bocca.
Si diventa avari nel donarsi al proprio partner perché c’è una legge su questa terra che dice: “Dai a chi ti dà” ma c’è un’altra legge stabilita nei cieli per questa terra di gran lunga superiore e vera che afferma: “Nel dare ti sarà dato!”.

In che modo vuoi reagire davanti al tuo malessere in famiglia? Con indifferenza o impegnandoti a seminare amore?…

Banalità?

Tu moglie, ti sei fermata a chiedere a tuo marito come si sente oggi?
Tu marito, ti sei avvicinato ad abbracciare tua moglie?
Tu Moglie, come l’hai accolto al suo rientro da lavoro? E tu marito, hai smesso di guardare il cellulare quando lei voleva la tua attenzione mentre ti parlava?

Sembrano gesti banali ma sono momenti che vanno ricercati quotidianamente perché così come ogni buon seme seminato porta buon frutto così queste “banalità” portano a stabilire un corretto andamento per un clima amorevole in famiglia.

Moglie, marito non smettete di crescere insieme, nell’accordo davanti a Dio avete scelto di essere un’unica cosa, perché adesso volete fare coppia con altro?

Volete forse fuggire lontano l’uno dall’altro?

Vi siete domandati cos’è veramente il vostro stare insieme e quale scopo abbia aldilà della cura dei figli?

E i figli?

I figli sono nati dalla coppia, crescono attraverso la coppia, ma attenzione!
I figli devono rimanere figli, non diventare fratelli, sorelle, amici o amiche, questo nel tempo li porterebbe ad una posizione di “autorità” in casa, quindi anziché ridacchiare quando inizieranno ad imporsi (fin da piccoli), ricordiamoci di quella storica frase “l’albero si raddrizza quando è piccolo”.

Dopo la nascita di un figlio la coppia deve continuare ad essere coppia, il ruolo di moglie e marito devono continuare ad essere tale, la moglie acquisisce un ruolo in più cioè quello di madre, il marito il ruolo di padre.

Mi è capitato di vedere e non soltanto nei film, situazioni in cui la moglie viene considerata madre non solo dai figli ma anche dal marito.
Oppure donne che inconsciamente lasciano il ruolo di moglie perché trovavano il loro unico scopo in famiglia nella crescita dei figli oppure ancora donne pronte a donarsi anima e corpo per il lavoro, tralasciando sia il ruolo di madre sia di moglie proprio perché stanche dalla fatica.
Non fraintendermi, ottimo lavoro per la madre che cura i figli, vale lo stesso per chi li cura anche lavorando.

Credo che cercare le giuste PRIORITÀ possano portare equilibrio in quello che siamo e che svolgiamo.

Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.

Proverbi 3:6

Il buono dal marcio

Ricordiamoci che i figli ci sono stati donati per un tempo, così come siamo cresciuti noi cresceranno anche loro, non saranno sotto “il nostro tetto” per sempre, usiamo bene questo tempo per crescere figli responsabili, intraprendenti, capaci di confrontarsi, capaci di sognare i loro sogni (non quelli di noi genitori), capaci di superare le difficoltà nel modo giusto…

… Già! Il modo giusto perché come dice un famoso proverbio: “tale padre tale figlio” e come sappiamo i figli non ascoltano ma ci prendono da esempio. Diamo, quindi, il buon esempio.

Ragione per cui noi genitori dobbiamo investigarci su come e cosa trasmettiamo loro. Sappiamo benissimo che nessun genitore è perfetto ma davanti ad un processo di trasformazione del genitore data sicuramente dall’esperienza, saprà donare al figlio spesso senza troppe chiacchiere ma con l’esempio, perle di sapienza e saggezza.

La nostra più grande difficoltà è quella di fermarci, capire dove siamo e dove stiamo andando e da lì PRENDERE POSIZIONE NEL RICONOSCERE DOVE STIAMO SBAGLIANDO, COME POSSIAMO FARE MEGLIO E SE È IL CASO RICOMINCIARE DA ZERO, PERCHÉ QUELLO ZERO NON È SEGNO DI DEBOLEZZA MA È IL SEGNO DI CHI SA METTERSI IN DISCUSSIONE, DI CHI HA DECISO con CORAGGIO DI CAPOVOLGERE TUTTO recuperando il vero successo nella vita di coppia e non solo.


Egli (Dio Padre) tiene in serbo per gli uomini retti un aiuto potente, uno scudo per quelli che camminano nell’integrità, allo scopo di proteggere i sentieri della giustizia e di custodire la via dei suoi fedeli.

Proverbi 2:7‭-‬8

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