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Un cuore in una pietra.


Passeggiando in un sentiero di montagna con mia moglie ad un certo punto lei mi chiama e mi fa guardare sul pavimento fatto di pietre, la forma di un cuore.

Io, che in fondo sono un romanticone e mi emoziona di tutto, ho cominciato a riflettere su questa affermazione: guarda un cuore in una pietra.

Com’è possibile che ci sia un cuore in una pietra?

La realtà è che tutti abbiamo un cuore, ogni cosa che ci circonda ha un cuore pulsante. Ogni forma di vita, ogni cosa che nasce e muore, tutto ciò che ha un ciclo riproduttivo ha un cuore.

Mi dirai che una pietra non ha un cuore. Ok è vero ma se paragoniamo un essere freddo e senza morale come uno che non ha un cuore, dico che ha comunque un cuore.

Questo vuol dire che ognuno di noi può sentirsi toccato dalle difficoltà della sua vita o dalle scelte fatte ma tutto può cambiare.

Chi vedi allo specchio la mattina appena ti alzi dal letto?

Capito, non ti guardi ma gli altri vedono il tuo volto e probabilmente così come non vuoi rifletterlo in quello specchio neanche vorresti che nessuno ti guardi il volto, nessuno si permetta di guardarti.

Realmente quello che vuoi è il contrario. Vorresti che non ti si guardasse per quello che sei ma che ci sia comprensione per quello che è stato nella tua vita.

Non serve restare soli.

Stare soli è quella parte della nostra vita di non volersi mettere a confronto con le vicende.

Dalle relazioni che nascono con le persone che si incontrano nella vita o che già si conoscono bisognerebbe scoprirsi e liberarsi dalle colpe. Tutti siamo colpevoli di qualcosa.

In fondo anche questo non è così. La difficoltà più grande è proprio quella di mostrare la ferita o le ferite che abbiamo anziché pensare di essere giudicato per il modo di nasconderla o di non mostrarle affatto e di mostrarsi cupi.

Libera il tuo sguardo da quella ferita.

È ora di scoprire quel volto, mostrare quella ferita che non è unica nella tua vita così come quella di tanti altri.

La gente vive nelle ferite e non è una tua esclusiva. Prima liberi il tuo continuo sguardo su quella ferita e prima ritornerà tutto alla normalità.

Della ferita non ci si può liberare ma mostrarla ti aiuterà a rappresentare che proprio quel segno ha dato un cambiamento sicuramente efficace nella tua vita anche se non ci stai credendo.

Guardati allo specchio.

Una cosa è reale, Dio non preferisce che tu sia legato a delle statue inanimate ma gradisce che il tuo sguardo sia principalmente su di Lui ma nella realtà, sul tuo volto, proprio lì riflesso allo specchio.

Per dovere di “cronaca” Dio ti ha creato a sua immagine e somiglianza. Questo vuol dire che se tu voglia vederlo basta guardarti allo specchio e contemplare quello che Lui è, quello che Lui ti ha dato d’essere e anche se ti vedi brutto/a, Lui ha creato un’opera inimitabile, bella. Solo tu hai trasformato tutto quello che vedi e che non ti piace ovvero quello che è riflesso. Tutto questo solo perché tu l’hai voluto cambiare. Non hai bisogno di formule magiche, di restare al buio, di non avere a che fare più con la vita per colpa del Tuo giudizio e poi quello degli altri ma ti serve solo rimettere a posto quell’immagine. Non ti rimane che lasciare il tuo pensiero su quell’immagine che non ti piace e vai con il tuo sguardo nel cuore che vedi in quella pietra deforme.

Quel tuo volto ti è stato dato per un’opera magnifica e proprio ora lo stai scoprendo perché è l’ora in cui abbandoni quella menzogna che ti sta devastando ed inizi finalmente a vivere l’eternità.

Ridi e ricomincia, rilegati a CHI ti ha creato per essere una cosa buona, il tuo cuore batte ancora per questa vita.

E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito.

Corinzi 3:18

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